Ayuto, un aiuto per la sicurezza delle donne

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Il 25 novembre è la Giornata Mondiale per l’eliminazione della violenza contro le donne, ricorrenza istituita nel 1999 dall’ONU. Nel tempo sono state ottenute conquiste molto importanti, soprattutto in termini di sensibilizzazione dell’opinione pubblica, anche se purtroppo resta ancora tanto da fare per assicurare la sicurezza delle donne: sono ancora troppi i fatti di cronaca che parlano di violenze e femminicidi.

Giornata mondiale contro la violenza sulle donne: com’è nata?

L’ONU ha scelto di commemorare il brutale assassinio nel 1960 delle tre sorelle Mirabal, domenicane, rivoluzionarie che provarono a contrastare il regime instaurato da Rafael Leónidas Trujillo, il dittatore che regnò in Repubblica Dominicana per oltre 30 anni. Le sorelle Mirabal furono arrestate dai militari per poi essere torturate, massacrate e strangolate: i militari simularono poi un incidente, gettando le Mirabal in un dirupo insieme alla loro auto.

Anche l’Italia, dal 2005, ha iniziato a celebrare questa giornata grazie all’iniziativa di alcuni centri antiviolenza e Case delle Donne: nel 2007 ben 100.000 donne hanno manifestato a Roma “Contro la violenza sulle donne”.

Statistiche Istat sulla violenza contro le donne

I dati 2014 pubblicati da Istat sono impressionati: 6.788.000 donne hanno subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale, il 31,5% delle donne tra i 16 e i 70 anni: il 20,2% ha subìto violenza fisica, il 21% violenza sessuale, il 5,4% forme più gravi di violenza sessuale come stupri e tentati stupri. Sono 652.000 le donne che hanno subìto stupri e 746.000 le vittime di tentati stupri.

Gli ex o i partner attuali commettono le violenze più gravi e rappresentano il 62,7% del totale degli stupri, mentre gli autori di molestie sessuali sono opera di sconosciuti nel 76,8% dei casi.

Ayuto uno strumento per la sicurezza delle donne

Detto della sensibilizzazione dell’opinione pubblica, di un grande lavoro di cultura che deve essere ancora fatto, oltre che l’aumento degli aiuti alle donne che vogliono denunciare violenze, esistono validi strumenti che possono aumentare la sicurezza delle donne.

Vi parlo nuovamente di Ayuto, un dispositivo flessibile che serve per mille scopi (antirapina, sicurezza dei lavoratori isolati), a cui credo moltissimo e che consiglio per la sicurezza personale, soprattutto delle donne.

Come funziona Ayuto, la sicurezza tascabile

Ayuto, è un dispositivo antiaggressione tascabile, sempre a portata di mano per inviare un allarme aggressione. Un dispositivo molto semplice ma molto performante e utile, con un grande pulsante rosso centrale per l’invio della richiesta di soccorso. E’ equipaggiato con una SIM GDSP “multioperatore”, che utilizza l’operatore telefonico che in quel momento ha più segnale. Una funzione fondamentale, perché quando si invia un segnale di SOS non possiamo correre il rischio di non riuscire a trasmetterlo causa scarsa copertura della rete telefonica!

Ayuto geolocalizza il tuo allarme

E’ dotato di un GPS: inviando un segnale di allarme automaticamente verranno trasmesse le coordinate geografiche da cui è partito l’SOS, ovunque ci si trovi. Questo è il primo passo per essere soccorsi nel più breve tempo possibile.

Ayuto e ascolto ambientale: di che cosa si tratta?

L’ascolto ambientale è un altro importante “mattoncino” per la sicurezza delle donne: grazie ad esso, immediatamente dopo la trasmissione dell’SOS e durante le operazioni di soccorso, viene attivato l’Ascolto Silente: un operatore di Centrale Operativa verificherà immediatamente la situazione di emergenza senza che l’aggressore possa accorgersi dell’accertamento in corso. Ciò consente di non esporre a ulteriori (e inutili) rischi la persona vittima di aggressione, inoltre sapere cosa sta accadendo faciliterà il lavoro dei soccorritori.

Nota importante: l’Ascolto Silente funziona anche se Ayuto è in tasca!

Il collegamento con una Centrale Operativa è fondamentale

Ripeto sempre che la segnalazione tempestiva degli allarmi è fondamentale per organizzare un intervento o un soccorso. Anche il dispositivo più bello del mondo sarà inutile se invierà segnalazioni a recapiti non raggiungibili in quel momento. La tempestività è tutto: cosa succede se il mio ragazzo o i miei genitori non vedono il segnale di allarme – se non dopo diversi minuti o ore?

Per questo ritengo essenziale che ogni soluzione di sicurezza (soprattutto per la sicurezza delle donne) sia collegata a una Centrale Operativa di una società di sicurezza, che allerterà sia forze dell’ordine che recapiti urgenti indicati dalla cliente.

Perché è meglio di uno smartphone?

Può sembrare strano, ma in realtà lo smartphone – nonostante le mille app e le potenzialità che ha oggi – può non essere lo strumento ideale per la protezione di una donna: quante operazioni dobbiamo compiere per inviare un allarme con un telefono? 1. Inserire il codice di sblocco telefono, 2. Cercare l’app, 3. Aprire l’app, 4. Inviare l’allarme. Deisamente troppo complesso.

…Con Ayuto è molto più semplice, basta premere un pulsante! E, fatto non secondario: qual è il primo obiettivo dei malviventi? Lo smartphone! In caso di sottrazione del telefono, non avresti la possibilità di inviare un SOS!

Non solo per la sicurezza delle donne

Essendo uno strumento di facile utilizzo, è ideale per tutti: donne, bambini, adolescenti, anziani. E, come detto precedentemente, può essere configurato anche come antirapina o dispositivo per la sicurezza dei lavoratori isolati.

Sito dei Centri Antiviolenza in Italia

Chiudo fornendo un collegamento molto importante, nella speranza che sia utile alle donne vittime di violenza:  vi consiglio l’associazione D.i.Re (“Donne in rete contro la violenza“), nata nel 2008 e che fa tanto per le donne. A questo indirizzo trovate la mappa dei centri violenza in Italia: non abbiate paura e denunciate chi ha commesso una violenza!

Contattami se invece necessiti di maggiori informazioni sugli strumenti di sicurezza personale e per la sicurezza delle donne:

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