YouPol, app contro bulli e spacciatori

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YouPol è l’app che recentemente è balzata sulle prime pagine (e le home page) degli organi di stampa, un’applicazione che fa notizia per due motivi: lavora alla sicurezza personale dei giovani (tema molto caldo) ed è stata sviluppata per conto della Polizia di Stato. Può essere una rivoluzione per la difesa da bulli, cyberbulli, spacciatori e altri comportamenti violenti?

YouPol non è un gioco

Avvertenza numero 1. Questa app è un vero e proprio “contratto” tra Polizia di Stato e utilizzatore, nel quale i contenuti inviati alle Forze dell’Ordine serviranno a “contrastare il fenomeno del bullismo e dello spaccio di droga”: lo scopriamo subito scaricando l’app, tra le condizioni previste dall’Eula, il contratto di licenza. E il target da proteggere sono i giovani.

Step 1: registrazione e accesso all’app

YouPol permette l’uso dell’app senza registrazione e quindi l’invio di segnalazioni sotto forma anonima, ma ciò non deve fare pensare a utilizzi sbagliati dell’app, perché in caso di abusi è assolutamente possibile risalire all’identità di chi ha installato l’app.

Chiaramente viene auspicato un utilizzo di YouPol previa registrazione, perché secondo il capo della Polizia di Stato Franco Gabrielli “consente di certificare la comunicazione e dall’altra introdurre un meccanismo di consapevolezza e assunzione della responsabilità”.

Anche solo per il motivo di poter verificare lo stato di avanzamento della segnalazione inviata, il consiglio è quello di registrarsi. Per farlo, vanno accettate le condizioni d’uso e inserire un codice ricevuto via sms.

Step 2: schermata principale

La home dell’app raggiunge perfettamente il suo obiettivo: essere facile e intuitiva per chi deve inviare una segnalazione. C’è una mappa che geolocalizza l’utente e tre bottoni: “nuovo messaggio”, “messaggi” e “chiamata di emergenza”.

La geolocalizzazione è precisa, ma attenzione: deve essere già attivata sul vostro smartphone, altrimenti YouPol sarà inutilizzabile, non permettendo alla Polizia di individuare il luogo della richiesta di aiuto.

Mentre la prima e l’ultima opzione sono molto chiare, va fatta una piccola spiegazione di “messaggi”: è un archivio di tutte le segnalazioni che sono state inviate, di fatto non attivo se si utilizza l’app in forma “anonima”.

Cosa segnalare: atti di bullismo e spaccio droga

Cliccando su “nuovo messaggio” appare la schermata di segnalazione, dove tra qualche problema di usabilità (puntatore del mouse non in linea, descrizione tipo segnalazione non così chiara) è possibile scrivere un testo di massimo 500 caratteri, indicare il tipo di denuncia (“bullismo” o “droga” le due opzoni), senza che sia necessario indicare il luogo di segnalazione (è già preselezionata grazie alla geolocalizzazione attiva, anche se è possibile variarla manualmente).

Il cuore dell’app è la possibilità di invio di immagini, sia live che dall’archivio delle proprie foto.

Una pecca di YouPol: no video

Spesso le immagini sono utili per comprendere un reato, ma non sono efficaci e valide come un video. Purtroppo, al momento non è possibile inviare video, ma solo foto.

Servizio attivo solo in area test

Nel momento in cui vi scriviamo, YouPol è in fase di test in una scuola nella periferia romana, l’istituto Superiore ‘Lucio Lombardo Radice’. Nulla da fare quindi per tutto il resto d’Italia, ma con tutta probabilità verrà esteso in molte altre aree non appena concluso l’esperimento.

E quelli che si trovano in zone non coperte da YouPol?

In questo caso l’unica funzione attiva è quella della chiamata al 113, ma per telefonare non serve l’app. Interessante è invece la rubrica con i numeri utili, tra questi segnaliamo il numero verde antibullismo 800/669696.

…Detto ciò, al di là dell’app, ricordiamo naturalmente che il numero unico per le emergenze è il 112!

Diversi bug ma app con potenziale

Il limite principale è l’impossibilità di inviare video, più alcuni bug sopra citati (ai quali si aggiunge il crash dell’app nel momento dell’invio del codice per la registrazione), ma il potenziale è alto e in futuro potrà essere un app importante per i nostri figli.

Molto interessante e utile l’area in cui ci sono le definizioni “sono vittima di bullismo se…” con i relativi consigli contro il bullismo.

Limiti di utilizzo

E’ utilizzabile dai 4 anni in poi, ma fino a chi ha 16 anni (inclusi) è necessario un consenso documentale di un genitore o di un tutore legale.

Altre soluzioni di sicurezza personale

Come abbiamo scritto YouPol è una soluzione interessante e con potenziale, ma oggi è attiva solo per un eseguo numero di individui (essendo in test). Ci sono altre soluzioni di sicurezza personale come Ayuto, che è un dispositivo tascabile collegato a una Centrale Operativa attiva 24 ore su 24, che in caso di richiesta di soccorso organizza l’intervento di Forze dell’Ordine e pattuglie di vigilanza privata. Configurabile sia come servizio antiaggressione che come antirapina o antimalore.

Come districarsi nella giungla delle soluzioni di sicurezza personale?

Quale dispositivo, quale app per se stessi o per la propria attività? Contattami per un supporto, chiedi maggiori informazioni.

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