Indice di criminalità 2018: quali le province con più reati?

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Come ogni anno, arriva l’indagine sulla criminalità in Italia, una fotografia del 2018 utile per comprendere quali sono i numeri reali e quali le differenze tra un anno e l’altro.

Che cos’è l’indice di criminalità 2018?

L’indice di criminalità è un insieme di indagini e risultati elaborato dal Sole 24 Ore, sulla base dei dati forniti dal dipartimento di Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno e relativi al numero di reati denunciati l’anno precedente.

Va da sé quindi che il grado di autorevolezza dell’indice è molto importante e si tratta di un’indagine assolutamente imparziale.

18 tipologie di reato considerate

In questo articolo presentiamo un quadro generale, ma prossimamente sfrutteremo l’ottimo lavoro de Il Sole 24 Ore e del dipartimento di Pubblica Sicurezza per approfondire i principali tipi di reato, con lo scopo di scoprire quali sono le province “maglie nere” reato per reato. Anche perché emergono situazioni molto interessanti, con province impegnate a confrontarsi con emergenze molto diverse tra loro.

Le tipologie di reato considerate sono le seguenti:

  • Omicidio volontario;
  • Infanticidi;
  • Tentati omicidi;
  • Furti con strappo;
  • Furti con destrezza;
  • Furti in abitazione;
  • Furti in esercizi commerciali;
  • Furti di autovetture;
  • Rapine;
  • Estorsioni;
  • Usura;
  • Associazione per delinquere;
  • Associazione di stampo mafioso;
  • Riciclaggio e impiego di denaro;
  • Truffe e frodi informatiche;
  • Incendi;
  • Stupefacenti;
  • Violenze sessuali.

Chiaramente, sul numero totale di denunce alcune categorie influiscono di meno perché il numero di reati di quel tipo hanno numeriche molto basse (es. infanticidi) rispetto ad altre categorie (es. furti in abitazione).

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Indagine reati 2018: le province più pericolose

Sommando tutti i tipi di reato denunciati, scopriamo la seguente top 10 delle province più pericolose:

  1. Milano, con 7.017 denunce di reato per ogni 100.000 abitanti;
  2. Rimini, con 6.430 denunce ogni 100.000 abitanti;
  3. Firenze, 6.253 denunce ogni 100.000 abitanti;
  4. Bologna, 6.234 denunce ogni 100.000 abitanti;
  5. Torino, 5.339 denunce ogni 100.000 abitanti;
  6. Roma, 5.201 denunce ogni 100.000 abitanti;
  7. Prato, 5.176 denunce ogni 100.000 abitanti;
  8. Livorno, 4.924 denunce ogni 100.000 abitanti;
  9. Imperia, 4.800 denunce ogni 100.000 abitanti;
  10. Genova, 4,733 denunce ogni 100.000 abitanti.

Perché alcune province “piccole” superano quelle dei capoluoghi regionali?

Troviamo alcune province che non ci aspetteremmo di trovare (Rimini, ad esempio). Ebbene, i numeri sono gonfiati dalle molte denunce che vengono presentate da turisti, ma che tuttavia rientrano nel calcolo delle denunce per abitante.

Le province più sicure?

Al 106° posto, in ultima posizione (cioè con meno reati), Oristano con 97 reati denunciati ogni 100.000 abitanti.

Al 105° posto, un’altra provincia sarda: Nuoro, con 106 denunce per 100.000 abitanti.

Al 104° Sondrio, con 107 denunce, al 103 Verbania-Cusio-Ossola con 118 reati/100.000 abitanti.

Chiude la top 5 delle province con meno denunce Messina con 126 denunce per 100.000 abitanti.

Criminalità percepita e numeri reali

Rispondiamo a questa domanda: i reati sono realmente in aumento oppure è solo la percezione dell’opinione pubblica che li ritiene in aumento? Stando ai numeri, i dati sono inconfutabili: i reati, come già accaduto negli anni precedenti, sono in diminuzione (esattamente -2,4%). E’ anche un problema di percepito e di influenza di social e tv & giornali, che spingono molto sui fatti di cronaca e a volte strumentalizzano le notizie.

Da 5 anni a questa parte (quindi dal 2013), il trend conferma il calo dei reati.

Reati in crescita: le frodi informatiche

Ma tutti i reati sono in calo? Assolutamente no, perché le truffe e le frodi informatiche sono in costante aumento e in netta controtendenza (+8,3%).

E’ una situazione prevedibile, perché questi sono gli anni che vedono lo sviluppo di strategie di attacco informatico sempre più raffinate, che superano le normali barriere (antivirus e firewall) ormai molto meno efficaci, motivo per cui è necessario ricorrere a nuove soluzioni di sicurezza informatica gestita.

Impennata delle estorsioni

Anche le estorsioni registrano un’impennata, mostrando un trend opposto alla diminuzione degli anni precedenti: +17%. Ma è un dato reale oppure va interpretato? Un’ipotesi (condivisibile) è che il muro di omertà si stia pian piano abbattendo e il coraggio delle vittime aumentando.

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