8 consigli per la sicurezza informatica delle PMI

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Secondo Verizon, il numero di piccole imprese colpite è aumentato costantemente negli ultimi anni: il 46% delle violazioni informatiche nel 2021 ha avuto un impatto su aziende con meno di 1.000 dipendenti. E questa è una tendenza che proseguirà, perché l’automatizzazione degli attacchi informatici permette di raggiungere molte più organizzazioni.

Ecco otto semplici suggerimenti per aiutare le piccole e medie imprese a proteggere i propri sistemi, persone e dati.

1- Installare software antivirus, antimalware, antiransomware, di email security

Ogni organizzazione pensa che con un antivirus sui propri sistemi e dispositivi ci sia adeguata protezione. Sfortunatamente non è affatto così: è importante che le PMI prendano in considerazione tutti i punti di accesso alla propria rete e dispongano di soluzioni di sicurezza informatica che proteggano sia gli endpoint che la rete.

Gli hacker troveranno punti di ingresso deboli per installare malware e i software possono fungere come prima difesa, ma non bastano. Attraverso il monitoraggio continuo e i test di penetrazione si possono identificare i punti deboli e le vulnerabilità prima che lo facciano gli hacker, perché è più facile fermare un ladro davanti alla porta che una volta entrato in casa.

2- Monitorare continuamente il perimetro

Il perimetro della rete aziendale è esposto ad attacchi remoti 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Gli hacker scansionano costantemente il web alla ricerca di punti deboli, quindi è necessario scansionare anche il perimetro. Più a lungo una vulnerabilità non viene risolta, più è probabile che si verifichi un attacco.

3- Ridurre al minimo la superficie di attacco

La superficie di attacco è costituita da tutti i sistemi e i servizi esposti a internet. Maggiore è la superficie di attacco, maggiore è il rischio. Ciò significa che i servizi esposti come Microsoft Exchange per la posta elettronica o i sistemi di gestione dei contenuti come WordPress possono essere vulnerabili viste le vulnerabilità vengono scoperte quasi quotidianamente in tali sistemi software.

Rimuovendo l’accesso pubblico a sistemi e interfacce sensibili che non devono necessariamente essere accessibili al pubblico e assicurando che 2FA (autenticazione a due fattori) sia abilitata, si può limitare l’esposizione e ridurre notevolmente i rischi.

Un semplice primo passo per ridurre la superficie di attacco consiste nell’utilizzare una rete privata virtuale (VPN) sicura.

Utilizzando una VPN, si può evitare di esporre i sistemi sensibili direttamente a internet mantenendone la disponibilità per i dipendenti che lavorano in remoto.

4- Mantenere aggiornati i software

Ogni giorno vengono scoperte nuove vulnerabilità in tutti i tipi di software. Anche un solo punto debole senza patch potrebbe portare alla completa compromissione di un sistema e alla violazione dei dati dei clienti.

La gestione delle patch è una componente essenziale di una buona igiene informatica: questa attività deve passare da una collaborazione tra reparto IT e gli esperti di cyber security.

5- Eseguire il backup dei dati

I ransomware sono in aumento. Nel 2021, secondo una ricerca di Sophos, il 37% delle aziende e delle organizzazioni è stato colpito da ransomware. Il ransomware crittografa tutti i dati a cui può accedere, rendendoli inutilizzabili e non può essere annullato senza una chiave per decrittografare i dati.

La perdita di dati è un rischio grandissimo per qualsiasi azienda a causa di intenti dannosi o di un incidente tecnico come un guasto del disco rigido, quindi è sempre consigliabile eseguire il backup dei dati.

Non è una misura risolutiva perché non elimina il problema: non diminuisce le probabilità di nuovi attacchi e comporta comunque un blocco delle attività aziendali.

6- Formazione del personale sulla sicurezza informatica

Lo si dice sempre, l’essere umano è spesso l’anello debole di una strategia di cyber security. Gli aggressori informatici fanno affidamento sull’errore umano, quindi è fondamentale che il personale sia addestrato per riconoscere i rischi e rispondere in modo appropriato.

Il Cyber Security Breaches Survey 2022 ha rivelato che i tipi più comuni di violazione erano il personale che riceveva e-mail fraudolente o attacchi di phishing (73%), seguiti da persone che si spacciavano per l’organizzazione tramite e-mail o online (27%), virus, spyware e malware (12%) e ransomware (4%).

Aumentare la consapevolezza dei vantaggi dell’utilizzo di password complesse e formare il personale per individuare attacchi comuni come e-mail di phishing e collegamenti dannosi, assicurerà che il personale sia un punto di forza piuttosto che una vulnerabilità.

7- Proteggersi rispetto al proprio score di rischio

Le misure di sicurezza informatica dovrebbero essere sempre adeguate all’organizzazione.

Gli hacker sono motivati dal denaro, quindi maggiore è il premio, più tempo e impegno saranno investiti per ottenere i loro guadagni.

8- Scegliere un adeguato partner di Cyber Security

È molto difficile, per usare un eufemismo, che una PMI riesca ad avere nel proprio organico figure completamente dedicate alla cyber security, che non può essere demandata come attività accessoria al reparto IT. Non può farlo economicamente né organizzativamente.

L’unica possibilità per mantenere una struttura di costo sostenibile è attraverso un monitoraggio H24, 365 giorni l’anno attraverso società specializzate che erogano servizi di Managed Security, con analisti che hanno tra le proprie skill la capacità di riconoscere attacchi informatici grazie anche all’utilizzo di piattaforme di cyber security di ultima generazione.

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