I motivi per cui il vostro allarme non deve avere un combinatore telefonico

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Tutti conoscono, anche se solo a grandi linee, un impianto di allarme (o detto impropriamente, antifurto): ha dei sensori che generano un allarme quando un ladro cerca di aprire una porta, una finestra, …

Ma un aspetto sempre sottovalutato (o addirittura sconosciuto) di un sistema di sicurezza è la sua periferica, ovvero il vettore che consente la trasmissione di un segnale di allarme a un destinatario (il proprietario di un’abitazione, di un’azienda, una centrale operativa di vigilanza privata). Senza questo fondamentale pezzo, un sistema non riuscirà mai ad allertare di un furto in corso.

Potresti avere un problema e non lo sai

La periferica è una delle più comuni cause di problemi, sia per disservizi che per sabotaggi. Una delle più diffuse è il cosiddetto “combinatore telefonico”, il meno costoso ma anche ormai obsoleto e poco efficace.

Scopriamo perché…e poi controlla che tipo di periferica hai.

Il combinatore telefonico: perché non è una periferica affidabile

Nonostante ancora oggi vengano spesso utilizzati i combinatori telefonici, ecco perché non possono essere considerati apparecchiature affidabili:

  1. I combinatori telefonici “su linea fissa” necessitano della linea analogica. Al giorno d’oggi i provider telefonici utilizzano sempre di più le linee VOIP (Voice Over IP) o con la fibra: su queste linee, se non è presente anche la linea analogica i combinatori non funzionano. Quando ci si accorge di questo problema? Quando è avvenuto un furto e non è arrivato nessun segnale di allarme.
  2. La linea telefonica su cui poggia il combinatore telefonico è facile da mettere fuori uso, un ladro può facilmente tagliarla. L’allarme scatterebbe e, anche qui, non arriverebbe alcun segnale di allarme.
  3. Se sono combinatori vocali GSM, possono essere bypassati con il Jamming, un segnale che disturba le comunicazioni e impedisce l’invio dell’allarme.
  4. Se si utilizzano combinatori GSM è consigliabile utilizzare SIM in abbonamento. Purtroppo è frequentissimo l’utilizzo di SIM ricaricabili con il rischio che ci si dimentichi di ricaricare la SIM…risultato, il sistema non funziona, “non fa la chiamata”.
  5. Se collegati ad una centrale operativa di vigilanza privata (o delle forze dell’ordine):
    a. In caso di contenzioso per disservizio, il cliente non è in grado di dimostrare che la segnalazione sia andata a buon fine;
    b. In caso di segnale vocale c’è il rischio dell’errore umano (ad esempio l’operatore non capisce bene il nominativo del cliente)
    c. I combinatori telefonici hanno tempi di segnalazione (soprattutto i vocali) molto più lunghi delle periferiche RADIO/GPRS/ADSL.
    d. È monodirezionale, quindi non interrogabile da remoto. In caso di guasto, la centrale operativa, che subisce passivamente le segnalazioni, non si può accorgere di nulla (non vengono inviate le segnalazioni).

Quali sono le alternative al combinatore telefonico?

I sistemi che utilizzano la tecnologia ADSL o GPRS o radio sono nettamente più efficienti, perché – tra le altre cose – consentono agli operatori di centrale operativa di verificare periodicamente se un allarme funziona o ha qualche guasto.

Queste periferiche, dette “bidirezionali”, sono interrogate quotidianamente dalla centrale operativa (alcuni istituti di vigilanza lo controllano più volte al giorno): un guasto viene rilevato senza il rischio che il cliente resti “scoperto”.

Certo, il sistema trasmissivo “inviolabile” non è stato ancora inventato ma queste alternative sono ben più valide.

Inoltre, si possono utilizzare sistemi trasmissivi diversi che utilizzano contemporaneamente (in maniera ridondante) vettori differenti (es. GPRS e ADSL): questo rende la vita più difficile al ladro e riduce anche il rischio che un semplice guasto dell’apparecchiatura comprometta l’invio della segnalazione.

Insomma, la sicurezza sembra un affare di poco conto, sembra quasi che un sistema di sicurezza possa essere installato da chiunque, ma – come abbiamo visto – si possono commettere errori (anche di consapevolezza) che rendono di fatto inutile il nostro allarme.

Se sei interessato ad approfondire l’argomento, ti segnaliamo un nostro precedente articolo intitolato “Come ridurre il rischio di sabotaggio di un segnale di allarme”.

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