Pregi e limiti dell’assicurazione contro i furti

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Assicurazione contro i furti o impianto di allarme collegato a Centrale Operativa? Questo il dilemma shakespeariano davanti al quale si trovano privati, attività commerciali e aziende.

Tanto ho l’assicurazione

è una delle obiezioni che mi vengono spesso mosse quando mi confronto sull’utilità di un impianto di allarme collegato a un istituto di vigilanza privata. In questo articolo vedremo i casi in cui conviene sottoscrivere un’assicurazione furto e quali sono le possibilità.

Lo dico subito, a mio parere

L’assicurazione contro i furti dovrebbe essere fatta ogni volta che è possibile sostenere questo investimento

Anche perché, la copertura assicurativa spesso non si limita al rimborso in caso di furto, ma considera cioè altri fattori di rischio quali l’incendio, i danni a terzi (fondamentale per il mondo business e per complessi abitativi di grandi dimensioni), lastre (vetrine o vetrate). Anche qui, più cresce la complessità del sito o dell’attività da proteggere e più è necessario il supporto di un esperto di settore per capire quali voci devo includere nel premio e quali sono i limiti.

Vedo – soprattutto nel mondo business (aziende e negozi) – la polizza come un investimento sostenibile che fornisce una sicurezza economica nel caso in cui accada qualcosa di negativo come, ad esempio, un furto. Per il privato, sebbene le compagnie assicurative ormai offrano pacchetti molto competitivi di poche centinaia di euro l’anno (vedasi portale facile.it), capisco che non sia una spesa facile da sostenere per tutti.

Certo…è difficile ricevere un rimborso totale di quanto ho perso o una liquidazione immediata (attenzione: il valore del bene non è quello al momento dell’acquisto ma quello al momento del furto), ma una buona copertura assicurativa mi tutela (almeno un po’) dal punto di vista economico. Immaginiamo di essere un negozio di ottica e poniamo che ci venga rubata una partita di occhiali rubati della nuova collezione: dovendo far fronte a un danno di immagine (“negozio chiuso per furto” con impossibilità di vendita dei modelli sottratti), con ricadute psicologiche (purtroppo non ho mai visto nessuno accettare di buon grado un furto o una rapina), il rimborso – che presto o tardi riceveremo – ci sosterrà.

Sì…ma perché lavoriamo sempre sulla reazione e non sulla prevenzione?

Ok l’assicurazione, ma – a monte – riduciamo le possibilità che si verifichi un furto o una rapina (o un danno derivante da allagamento o incendio). E’ qui che oggi va fatto un salto culturale: per i privati o il microbusiness, un impianto di allarme di qualità collegato a una centrale operativa e in comodato d’uso può costare solo uno o due euro al giorno o poco più. Non vivendo in una società che ci consente di lasciare la porta aperta senza correre pericoli, è un investimento che possiamo assolutamente sostenere. E’ puramente un tema di prevenzione, di programmazione. Se sono il titolare di un’azienda, come programmo le opportunità di business devo prevedere anche tutte le possibili minacce al mio business. Così fanno i grandi manager, programmano.

Da privato, sono più tranquillo se so che in caso di furto l’assicurazione mi sosterrà, ma

la vera serenità si ha quando si è consapevoli di aver ridotto le possibilità di un furto a casa mia o nel mio negozio

Perché nessun ritorno economico può ripagare il senso di insicurezza che vive un mio familiare, se vittima di uno o più casi di furto.

In definitiva, la mia priorità è ridurre per quanto possibile il rischio di furto (installazione di un sistema di allarme), in seconda battuta individuare il “salvagente” da utilizzare nel caso in cui, nonostante tutti gli sforzi fatti, subisca un’intrusione o una rapina. Logica vuole che: prima l’antifurto, subito dopo l’assicurazione. Sono servizi complementari, non alternativi. Tra l’altro,

in presenza di un antifurto, le compagnie assicurative applicano degli sconti sul premio assicurativo.

E, il premio si riduce ancor di più se l’impianto di allarme è collegato a una centrale operativa con intervento di guardie giurate. Perché? Le assicurazioni sanno fare i loro conti e, statisticamente, valutano molto più sicura una soluzione che preveda il pronto intervento di pattuglie di istituti di vigilanza perché hanno maggiore effetto deterrente sui ladri e, soprattutto, gestiscono immediatamente gli allarmi e intervengono 24 ore su 24.

Non è solo una questione di risparmio sull’assicurazione

Guardiamo più in là: per assurdo, non sono così decisivi i 50€, 100 €, 200€, 500€ risparmiati l’anno a seconda del valore del premio. Potendomelo permettere, sarei anche disposto a pagare la stessa cifra. Ciò che è invece fondamentale è diminuire le probabilità di furto! Ragioniamo sui tre gradi di sicurezza valutati dalle compagnie stesse:

  • NESSUN IMPIANTO DI ALLARME, livello di rischio massimo (3 su 3)
  • IMPIANTO DI ALLARME COLLEGATO AL PROPRIO SMARTPHONE, livello di rischio medio (2 su 3)
  • IMPIANTO DI ALLARME COLLEGATO A ISTITUTO DI VIGILANZA, livello di rischio minimo (1 su 3)

Come vedete, il ragionamento logico è piuttosto lineare: se non ho un antifurto chi potrà sapere che un ladro ha effettuato un’intrusione? Se ho un impianto che invia notifiche al mio smartphone e a quello di un parente, sarà possibile accorgersene in tempo utile?

Sebbene tutto possa sembrare anche banale, spesso le persone fanno valutazioni completamente errate e ritengono di essere al sicuro quando in realtà il livello di rischio per la sicurezza è rimasto invariato.

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